Malattie

Sindrome di Sjogren: chi sono i soggetti più a rischio?

Nel dettaglio, la sindrome di Sjogren è una malattia di tipo infiammatorio che ha come bersaglio più parti del corpo umano, però nella maggior parte dei casi va a colpire le ghiandole salivari e lacrimali. Chi ne soffre avverte irritazione e bruciore o, quanto meno, secchezza) agli occhi Anche la secchezza delle fauci è un sintomo piuttosto frequente (che può anche dare difficoltà nel deglutire i cibi secchi), così come gonfiori ghiandolari, intorno al collo ed al viso. Qualche paziente lamenta anche la pelle secca, ma anche la vagina, la gola ed il naso. Altri sintomo non rari sono la difficoltà ad ingoiare e la sintomatologia tipica del reflusso acido.

I soggetti a rischio

La sindrome di Sjogren di tipo primario colpisce generalmente i pazienti che non soffrano di altra malattia reumatica, mentre la sindrome di Sjögren di tipo secondario, invece, coloro che siano già stati colpiti da questo tipo di malattie, per lo più artrite reumatoide e lupus eritematoso.

Per quanto concerne il sesso, quello femminile è sicuramente più a rischio, a prescindere dall’età e dalla etnia. Difficilissimo che colpisca un bambino, questa sindrome colpisce prevalentemente dopo i quaranta anni. Il 50 percento dei pazienti accusa anche artrite reumatoide o altri disturbi che colpiscono i tessuti connettivi, ad esempio il lupus.

dottore con camice – Foto di RODNAE Productions/pexels.com

Le cause della sindrome di Sjogren

Questa sindrome appartiene alla categoria delle malattie autoimmuni. Il sistema immunitario, la cui funzione dovrebbe essere esclusivamente attaccare gli antigeni esterni (es.: batteri e virus) per proteggere l’organismo, a volte attacca settori del suo stesso organismo: in questi casi si dice che il paziente è affetto da una malattia autoimmune.

Nella sindrome di Sjögren tutto l’apparato immunitario bersaglia le ghiandole esocrine, soprattutto quelle lacrimali e salivari. Attaccate dal proprio sistema immunitario queste ghiandole non secernono più, o almeno, non nelle quantità sufficienti, quei liquidi che occorrono agli occhi ed alla bocca per il loro funzionamento “fisiologico” e, di conseguenza, si avverte secchezza dalle fauci e degli occhi.

La causa esatta non è ancora conosciuta, ma si ritiene che due possano essere i fattori scatenanti, se combinati:

  1. Infezione (virale o batterica);
  2. Un fattore di carattere genetico.

Sintomi

Principalmente abbiamo:

  1. Secchezza dei bulbi oculari;
  2. Secchezza delle fauci;

ma poi, ancora, si possono riscontrare:

  1. Secchezza cutanea;
  2. Eruzioni cutanee;
  3. Tosse cronica, non catarrale;
  4. Dolori articolari e muscolari;
  5. Secchezza vaginale;
  6. Formicolii ed intorpidimenti agli arti.

Non dimentichiamo che anche pelle, polmoni, vasi sanguigni, nervi e tratti dell’apparato digerente sono tra i possibili bersagli di questa sindrome.
Diagnosticare la sindrome di Sjogren
Effettuare una diagnosi di questa malattia parte senz’altro dall’anamnesi, cui seguirà una visita medica con particolare attenzione agli occhi ed alla bocca. Anche gli esami del sangue sono necessari. La secchezza delle fauci e degli occhi sicuramente deve essere interpretato come un campanello d’allarme, che, ovviamente, va approfondito, visto che è un sintomo comune ad altri disturbi.

Si possono effettuare degli esami grazie ai quali si può sapere se la produzione della saliva e delle lacrime è inferiore a quella fisiologica, inoltre una visita oculistica può individuare altre disfunzioni oculari causate dalla sindrome. Gli esami ematici servono ad individuare l’eventuale presenza di anticorpi che si sviluppano in presenza di questa malattia (anti nucleo “ANA”, anti SS-A, anti SS-B ed anche il fattore reumatoide). Un’ulteriore mano ci può essere data da una biopsia delle ghiandole salivari.

terapia per malattia – Foto di Karolina Grabowska/pexels.com

Le terapie

La terapia è diversa a seconda del paziente, essendo in dipendenza delle zone attaccate, ma, in linea generale può prevedere:

  • Terapia farmacologica contro il dolore articolare (ibuprofene o aspirina);
  • Terapia farmacologica per una maggior produzione salivare (cevimuline o pilocarpina);
  • Terapia antiinfiammatoria (cortisonica);
  • Terapia farmacologica con immunosoppressiva (per la riduzione delle funzioni del sistema immunitario).

Poi potrebbe occorrere aiutare gli occhi secchi con le lacrime artificiali e con le creme oculari, di maggior densità delle lacrime artificiali, per una protezione maggiore e più lunga dei bulbi. La bocca secca potrebbe essere aiutata con del chewingum o con delle caramelle (senza zucchero!). Bere più spesso aiuterà a tenere umida la bocca che tende ad essere secca per la malattia.

I rimedi e le cure

Per la sindrome di Sjogren non c’è un rimedio curativo definitivo, sono molti però i medicinali e i modi per convivere al meglio con questa malattia. Per la xerostomia e la cheratocongiuntivite secca vi sono in commercio una moltitudine di prodotti per andare a sostituire le iposecrezioni ghiandolari per dare sollievo al paziente e per dare alla vita una qualità normale: farmaci per la produzione di saliva, lacrime artificiali e creme che umidificano a lungo. In abbinamento a questi esistono farmaci appositi per disinfiammare e immunosoppressori, ovvero medicinali per inibire la risposta immunitaria. Chi è affetto dalla sindrome di Sjogren può fare attenzione a determinati accorgimenti nella sua alimentazione, quali per esempio il non mangiare cibi troppo secchi, tenere spesso in bocca una caramella o un chewing gum senza zucchero per agevolare la formazione di saliva, bere spesso, usare un burro di cacao per le labbra. È consigliato inoltre farsi visitare periodicamente da specialisti come il dentista e l’oculista per prevenire infezioni e lesioni di diverso genere.

 

Vincenzo Tiano

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