In questo momento di restrizioni e isolamento sociale dovuti alla pandemia in corso, la possibilità di giocare d’azzardo è stata limitata alle sole lotterie istantanee “Gratta&Vinci” e al gioco d’azzardo on line.
La necessità di evitare la diffusione del contagio, attraverso la limitazione degli spostamenti e il distanziamento sociale all’interno dei locali di rivendita aperti, ha portato:
- al DPCM. 8 marzo 2020 (poi integrato dal DPCM 9 marzo 2020) che ha previsto la sospensione sull’intero territorio nazionale delle attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo
- alle Direttive del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Direttive: n. 89326 del 12 marzo 2020; n. 96788 del 21 marzo 2020; n. 102340 del 30 marzo 2020) con cui ha bloccato le slot machines e disattivato i monitor e i televisori che trasmettono estrazioni ed eventi sui quali è possibile scommettere («10&Lotto», «Winforlife», eventi sportivi, non sportivi e virtuali) e con cui ha successivamente sospeso tutta la raccolta del gioco presso le tabaccherie e gli esercizi per i quali non vige obbligo di chiusura nonché delle scommesse su eventi sportivi e non sportivi, ivi compresi quelli simulati. È rimasta consentita solo la vendita delle lotterie istantanee “Gratta&Vinci” e, naturalmente, il gioco d’azzardo on line.
Questo è un momento storico molto delicato e importante per tutti coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno un rapporto problematico con il gioco d’azzardo, o comunque a rischio di problematicità. Tanto più va considerata la difficoltà di coloro che erano in cura presso i servizi per “disturbo da gioco d’azzardo”, una forma di dipendenza comportamentale, complessa e multidimensionale, inserita nel “Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders 5th edition (DSM-5)” nella categoria delle dipendenze (Substance-Related and Addictive Disorders).
Il rischio della dipendenza
Tante famiglie e tante persone si trovano, dunque, a dover affrontare problemi legati alla dipendenza dal gioco d’azzardo – che sempre più si caratterizza come un problema di salute pubblica – da soli o a distanza e, allo stesso tempo, possono venire alla luce problematiche che prima non si vedevano. La copresenza forzata 24 ore su 24 con un familiare o un convivente può rendere evidente un comportamento di gioco compulsivo; l’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza.
Il gioco d’azzardo: un pensiero costante
Il pensiero ossessivo del gioco inoltre, già costante della vita quotidiana, può intensificarsi in una situazione di costrizione fino a generare un disagio significativo nel vivere quotidiano. Questo momento allora può diventare occasione per prendere consapevolezza di avere un problema legato al gioco d’azzardo, ripensare a nuove modalità relazionali più funzionali, e per cercare un cambiamento ‘di salute’, personale e/o familiare. Per il giocatore può essere un’occasione per mettersi finalmente e diversamente in gioco, un tempo per cercare un aiuto specialistico al fine di non sentirsi impotente e solo. In questo senso può risultare prezioso l’aiuto di professionisti che possono assistere il giocatore nell’affrontare le diverse problematicità che ruotano attorno al gioco d’azzardo (dalle difficoltà comportamentali e relazionali fino a quelle più prettamente economiche e legali).
La consulenza durante l’emergenza
Gli esperti del Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo (TVNGA) – 800 558822 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) continuano, soprattutto in questo momento di cambiamento generale ad accogliere quanti (tra giocatori d’azzardo e loro familiari) avvertono il bisogno di un aiuto, un sostegno, e quanti obbligati dalla chiusura, acquisiscono una maggiore consapevolezza della loro problematicità e si vedono costretti a confrontarsi diversamente con i problemi legati al gioco d’azzardo.
In questo periodo di emergenza sanitaria e restrizioni stanno giungendo al servizio principalmente richieste di aiuto da parte di giocatori che, alla fragilità relativa alla loro condizione, associano l’insofferenza per l’impossibilità di andare a giocare; in altre situazioni, il giocatore chiama proprio mentre sta vivendo l’impulso di giocare, e non potendolo fare, chiede aiuto per superarlo. A queste si aggiungono telefonate di giocatori che, già devastati dall’indebitamento, associano l’attuale timore di ulteriori problemi economici causati dalla restrizione. Tutte le telefonate sono accumunate dalla difficoltà di questi giocatori di parlarne in famiglia, proprio in un momento in cui è particolarmente difficile sottrarsi dal confronto con i propri cari.